Sabato 16 maggio 2009 - Sala Aurora, Palazzo Arese Borromeo, Cesano Maderno
Presentazione del volume “Teodolinda Il senso della meraviglia” con Pierfranco Bertazzini e Vania Crippa
Giovedì 28 maggio 2009
Confindustria Monza e Brianza Viale Petrarca 10, Monza
Ottobre 2009

Ketty Magni è una scrittrice del lago. Si tratta di una categoria particolare, ma non codificata, di scrittori a cui appartengono nomi illustri quali Piero Chiara, Mario Soldati, Andrea Vitali. La loro peculiarità consiste nel raccontare storie ambientate sui laghi dove l’anima, i sentimenti, le emozioni, la meraviglia giocano un ruolo fondamentale. Sono così i due suoi primi romanzi, Riflessi e Il pontile sul Lario. E’ così l’ultimo, Teodolinda il senso della meraviglia. Il romanzo inizia con una bellissima descrizione del paesaggio lacustre in una mattina di primavera per poi dipanarsi in un percorso geografico e storico che ci porta nel cuore di quella che adesso è la Pianura Padana, e poi giù fino all’antica Tuscia. Sono le strade percorse da Teodolinda, moglie del re Longobardo Autari per un anno, successivamente alla sua morte sposa di Agilulfo. L’unica donna, afferma Paolo Diacono nella sua Historia Longobardum, talmente amata dai suoi sudditi che le furono concesse le seconde nozze. Alla morte di Agilulfo fu reggente dell’impero longobardo dal 616 al 624, quando il figlio Adaloaldo raggiunse la maggiore età. Fu lei a volere la costruzione del Duomo di Monza. Raccontare di questa donna, delle sue passioni, dei suoi timori segreti, della sua determinazione non deve essere stato facile, ma Ketty Magni ci è magistralmente riuscita con un tratto lieve che rende difficile il distacco dalle pagine del libro. Molto intense le pagine “segrete”, quelle che danno alla storia una piega inaspettata e che, ovviamente, non vi possiamo svelare.

Luigi Franchi
Presidente “Terre Verdiane News”

8 Novembre 2009

Le leggende rendono interessante la storia.(…)Dopo le prime nozze con Autari che morì in circostanze misteriose, Teodolinda sposò il duca di Torino Agilulfo. I dipinti giunti fino a noi la ritraggono con i capelli color del miele che le sfiorano le spalle, espressione austera e vesti d’oro. Come si conviene ad una regina.

Annarita Briganti
"La Repubblica"



Dicembre 2009

(…)Superbamente curato nella sua veste grafica – ottime sia la copertina che le immagini a corredo, molto selezionato il carattere di stampa – l’opera si avvale di un’accurata distribuzione del testo, che non è mai appesantita dai richiami storici, sapientemente sfumati dietro l’immagine della protagonista. Teodolinda, la regina dei Longobardi, naviga con una leggiadrìa che la tiene quasi sospesa tra gli avvenimenti, sostenuta da una fede - della quale ella ha promosso e favorito la diffusione - che forma una componente essenziale della sua esistenza.(…)

Domenico Rizzi
"Qui Menaggio"